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Hai cercato per "Marche"

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Sezione: Itinerari / A PIEDI

Sette squadre, formate da classi diverse dell'Istituto Tecnico Commerciale di Camerino, per due, tre giorni hanno percorso i più impervi e interessanti sentieri del gruppo dei Sibillini e del San Vicino con grande entusiasmo, per ritrovarsi tutti nel terzo giorno all'altipiano di Macereta...

Sezione: Itinerari / A PIEDI

Tre itinerari per scoprire le zone straordinariamente ricche di storia e cultura rurale del territorio piceno.

Sezione: Articoli / ARTICOLI VARI

Grotte e canyon cesellati dall’acqua nel Parco della Gola della Rossa e di Frasassi.

Sezione: Articoli / ARTICOLI VARI

Dallo Tcheng al Mantesin, viaggio nella storia di un mito italiano, la fisarmonica.

Sezione: Articoli / ARTICOLI VARI

Visitiamo Maiolo e la sua rocca abbarbicata su uno sperone che si nota in lontananza risalendo il fiume Marecchia.

Sezione: Articoli / ARTICOLI VARI

L'entroterra marchigiano rappresenta una vera miniera di emozioni, dove storia, cultura e ambiente naturale si fondono in un unicum irripetibile

Sezione: Itinerari / A PIEDI

Questo itinerario permette di toccare tutti gli angoli più caratteristici del Monte Conero, dalla costa alla montagna.

Sezione: Riviste / LA RIVISTA DEL TREKKING

Sul numero 163 della Rivista del Trekking continua l'appassionante avventura vissuta dai colleghi che stanno partecipando al Camminamediterraneo, questo mese nell'Africa Bianca dalla Tunisia all'Algeria. Troverete inoltre articoli e itinerari sulla Valle d'Aosta, sull'Aspromonte, sulle Marche. Per gli amanti dei viaggi all'estero due interessanti articoli ci parlano della Francia con le ciaspole e della Svizzera. In questo numero troverete l'inserto TrekkinBike curata da Alberto Conte e che si occupa di trekking in bicicletta. Questo mese si parla del Mottarone e della vecchia ferrovia.

Sezione: Itinerari / A PIEDI

E superfluo ripetere che questo è un paradiso per il trekking;

Sezione: Riviste / LA RIVISTA DEL TREKKING

Italia, paese del sole, del mare, dell’eterna primavera… scenari bucolici di campi di frumento a perdita d’occhio dove pedalano deliziose contadine, risaie verde smeraldo movimentate dai canti delle mondine, città turrite che emergono magiche dalla pianura… questo è lo stereotipo del nostro paese, ma la realtà è infinitamente diversa. Siamo il paese più montano d’Europa, escludendo l’Albania! Basta aprire un qualsiasi libro di geografia che si studia in quinta elementare, per rimanere sbalorditi dalla morfologia della penisola; i dati che seguono, con le percentuali di territorio divisi in Montagna/Collina/Pianura parlano chiaro: Valle d’Aosta 100/0/0; Piemonte 43/30/27; Lombardia 41/16/43; Trentino alto Adige 100/0/0; Veneto 29/14/57; Friuli 43/29/28; Liguria 65/35/0; Emilia Romagna 25/27/48; Toscana 25/67/8; Umbria 29/71/0; Marche 31/69/0; Lazio 26/54/20; Abruzzo 65/35/0; Molise 55/45/0; Campania 37/61/15; Basilicata 47/45/8; Puglia 2/45/53; Calabria 42/49/9; Sicilia 24/62/14; Sardegna 14/68/18. Anche dando per scontate le magnifiche vette alpine della Valle d’Aosta e del Trentino, dove il territorio montano rappresenta il 100%, e la “marina” Liguria dove non si trova un solo metro di terreno pianeggiante, scopriamo che ci sono ben altre quattro regioni dove montagna e collina rappresentano la totalità del territorio: Umbria, Marche, Abruzzo e Molise. Sette regioni su venti sono totalmente prive di pianure, dove per erronea convenzione si “sviluppa” civiltà moderna e progresso, ma, a parte il Veneto e la Puglia dove la pianura supera, anche se di poco, il 50% del territorio, la geografia ci racconta che la verde Toscana ha solo un 8% di territori pianeggianti, e il sud di piano ha ben poco: 9% in Calabria, 14% e 18% nelle grandi isole, 15% in Campania e 20% in Lazio, regioni che nell’immaginario pensiamo invece immerse in una distesa di biondi campi di cereali, pomodori e arance… Guardiamo allora con occhio un po’ più attento la carta geografica dell’Italia, e scopriamo che, effettivamente, a parte il triangolo della Pianura Padana che dopo timidi accenni in Piemonte si allarga tra Veneto ed Emilia Romagna verso l’Adriatico, e la macchia verde della Puglia nel “tacco” dello stivale, di pianeggiante, nella nostra penisola, resta ben poco: qualche strisciolina a ridosso delle coste, dove si sono espanse senza controllo metropoli e insediamenti industriali, che danno a chi ci abita la sgradevole sensazione di vivere in un mondo caotico e sovraffollato. Siamo, infatti, al secondo posto dietro al Giappone nella classifica mondiale del rapporto territorio/densità di popolazione, ma se escludiamo le aree montane disabitate balziamo di gran lunga davanti a tutti… ecco facilmente spiegati gli ingorghi nelle nostre grandi e piccole città, dove ci ammassiamo sempre più stretti. La montagna italiana, invece, spesso troppo lontana dai modelli “industriali” del terzo millennio, si spopola. Chiudendosi in un silenzio assordante, incapace di gridare “aiuto” sufficientemente forte da farsi sentire, frammentata e polverizzata in infinite micro realtà incapaci di fare sistema… e si perde nell’oblio un patrimonio straordinario di culture, civiltà e tradizioni rurali che non hanno corrispondenza in nessun altro paese del mondo. Viene abbandonata a se stessa, senza risorse. Perché le risorse e gli interventi della politica, nei confronti della montagna – con l’eccezione delle regioni autonome Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige che hanno saputo difendere e affermare le proprie specificità – sono nell’ipotesi più positiva inversamente proporzionali alle percentuali territoriali, e in continua, costante riduzione. Per la montagna, nella pratica, nulla si sta facendo per impedire l’emorragia delle persone e delle loro storie, e a parte una piccola percentuale di territori che il turismo ha reso “autonomi” dai bisogni di sostegno, questo mondo straordinario e variegato, dove tutti noi affondiamo le radici, sta scomparendo. Impariamo, a partire da una semplice passeggiata lontano dall’afa e dal caos delle città e del turismo balneare, a riavvicinare la montagna. E la montagna rivivrà, col suo straordinario carico di emozioni. Buona estate di escursioni tra le magnifiche valli e cime del nostro straordinario paese!

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